Conversazioni

Alle volte, quando parlo con qualcuno e tiro fuori parole non di uso comune, vedo che la luce negli occhi dell’interlocutore viene meno e mi viene il dubbio: ma mi capiscono? E’ frustrante spiegarsi in continuazione, cambiare forzatamente il significato di quello che si vuol dire per venire incontro ad uno scarso vocabolario. Non é superbia la mia. Vorrei solo conversazioni più interessanti di tanto in tanto. Vorrei anche che mi correggessero se sbaglio così che la lingua italiana non “si evolva nel senso della pigrizia”*. Accorciando, usando 10 vocaboli buoni per tutto e parlando per frasi fatte, si uccide una lingua ricca e vitale.

*daniel pennac

Il Papa, Uomo.

Il 28 febbraio sarà l’ultimo giorno di Joseph Ratzinger in veste di Papa.

Di fatto Benedetto XVI ha lasciato una vacanza già dal 11 febbraio, giorno della comunicazione ufficiale.

Nel vuoto lasciato, nella rinuncia inaspettata che lascia più strascichi di una morte improvvisa, é risucchiato ogni commento o reazione dal mondo.

Il grande interrogativo pende sulle teste di tutti, e tutti sentono il dovere di esternare il proprio pensiero.

C’è chi pone l’accento sulla forza di spirito dell’uomo che, vedendo venir meno le sue facoltà, molla la presa e chiede aiuto.

C’è chi ne critica la debolezza, esalta il sacrificio di Cristo come unico denominatore per il successore di Pietro e quindi bolla la scelta come sbagliata a priori.

Lo spettro delle emozioni è confuso di fronte alla portata storica dell’annuncio.

Probabilmente solo l’uomo Ratzinger potrà spiegarci il subbuglio che vive nel suo intimo.

Forse non lo farà mai (me lo auguro: sarebbe una pena indicibile ascoltare le giustificazioni, che a molti potrebbero risultare esili, e guardare occhi lucidi di commozione di un uomo di quasi 86 anni).

Ancora non è tempo di interrogarsi sul successore.

Per il momento, fino al 28 febbraio, sarebbe bene riflettere sull’uomo e sulle sfide cui è sottoposto.

Sarebbe bene pregare per l’uomo e la sua integrità; implorare Dio per il dono della fortezza.

Joseph Ratzinger ci ha posto una domanda grande – ha aspettato che la sua importanza (della domanda) ci investisse con tutto il suo carico di significati, – e poi è sgattaiolato fuori dal nostro sguardo.

Me  lo immagino leggero per il peso lasciatosi alle spalle, camminare nei vialetti alberati di un luogo ameno come lo rappresentava Nanni Moretti.

Il  papa, un uomo che ha trovato i suoi limiti e li ha accettati.

Un uomo che ha abbracciato la sua umanità, al pari di Wojtyla che accettò la sua malattia (e inevitabilmente ne fece manto di martirio), e porta avanti la sua decisione di lasciare il papato con la forza d’animo che lo ha sempre contraddistinto.

E’ giusto da parte nostra (fedeli, uomini e donne comuni ma anche persone che ricoprono ruoli di potere) sforzarsi di trovare le parole per spiegare quella tempesta interiore scatenata da un’ammissione di debolezza?

Per il mondo odierno – rapido, superficiale, vuoto di contenuti e soprattutto votato al successo e alla carriera – é un colpo forte ascoltare le parole del Santo Padre che ridimensionano il suo ruolo all’interno di una macchina secolare che è la chiesa cristiana cattolica.

Un passo indietro per l’uomo, un balzo in avanti per la chiesa.

 

Nota: Il perché delle mie parole è affidato alla potenza dell’esempio positivo che, in ogni forma e intensità, smuove l’animo e mi solletica le dita sulla tastiera.

Il Papa lascia, con un’immagine a mio avviso fortissima in vista della pasqua.

L’uomo è fragile, pieno d’ipocrisie, indeciso.

Cristo si è fatto uomo per dare un segnale tangibile della sua presenza.

Si è vestito d’umanità, calzandone le difficoltà, i ripensamenti, per darci l’esempio massimo: ha vissuto con la nostra pelle, fino alla morte su croce.

Ha esaltato l’uomo nella sua accezione di corpo e spirito tormentato dalle difficoltà mostrandoci il premio di tanta sofferenza; la resurrezione.

Ora il Papa lascia.

Nel bene o nel male, quale che sia l’opinione che ne avete,.

A me rimane il dolore legato all’uomo Papa che non solo non ce la fa, ma è pienamente cosciente di ciò.

Prego per il successore che già si starà ripetendo ” Non a me. Non a me…allontana questo calice”.

 

Ci tengo alla chiarezza

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Poltiglia verde

RIUNIONE PARLAMENTO DEL NORD

E’ così strano passare da un consenso popolare forte e risoluto, di grande impatto democratico, come il referendum del 12 e 13 giugno, al raduno di camice verdi a Pontida.
In nome di un’illusione le genti si sono unite per separare ciò che 150 anni fa é stato saldato da
altre camice, di colore diverso.
Un Garibaldi dei nostri giorni dovrebbe fare un cammino inverso per portare lo spirito unitario; da nord a sud.
Ma un Garibaldi odierno non esiste e tantomeno v’é quella insofferenza tale da scatenare gli animi e ribollire gli spiriti unitari.
Anzi.
Pare proprio che le persone in camicia verde siano ben felici delle loro grida “secessione”, “Roma ladrona”, “andate a lavorare”, ecc.
Beata ignoranza!
Viene prurito alle estremità quando si sentono cori inneggianti alla lotta armata per la liberazione
della Padania.
Viene da imbracciare a propria volta il fucile – ora che le armi della ragione si fanno sempre meno efficaci – e fare muro contro un onda verde marcio.
Ma si cadrebbe nel tranello.
Meglio mordere il freno e prepararsi a smontare, pezzo per pezzo, le calunnie di un falso partito, con falsi ideali e rappresentanti fantoccio.
Meglio, si, anche snervante, ma impagabile, rispondere con ragione, cultura e levatura morale, la fanga mobile che viene da masse ignoranti.
E’ lunga la lista degli argomenti contestabili al Sanatur e suoi sgherri.
Riassumo il mio dissenso facendo mio il pollice verso di Bossi. Rivolto giusto appunto verso la poltiglia verde di Pontida.

SIcuramente SI tratta di evento SImbolico e SIgnificativo

BattiQuorum-referendum-12-13-giugno_1304229899
Non vi dico come votare, non vi espongo le mie ragioni di voto, non vi scasso con predicozzi ma vi invito comunque a votare, quale sia la vostra idea, per il referendum del 12-13 Giugno.

Votare è un Diritto ancor prima di essere un Dovere Civile.

Di seguito i quesiti dei referendum del 12-13 giugno:

Primo quesito (Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione):

acqua (1)

Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?

Secondo quesito (Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma):

acqua1

Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

Terzo quesito (Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme):

nucleare

Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti:
art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti: art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”; art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”; art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”; art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorità competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere”; art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di un’opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”; art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”; art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta sul territorio nazionale».”; art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”; art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e”; art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”; art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”; art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari e all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”; art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”; art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivi comprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99?, limitatamente alle seguenti parti: il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”; art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e a essi direttamente connesse;”; art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”; art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”; art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una “Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare”;”; art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”; art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche e ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o più impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”; art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”; art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva e i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”; art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”; art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”; art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”; art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali e i relativi archi temporali;”; art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”; art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacità dell’industria nazionale e internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”; art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”; art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”; art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”; art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato di potenza da installare;”; art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”; l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a 24; art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9?; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2?; art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”; art. 29; art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo e uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”; art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico della Sogin SpA secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività. Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”; art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34;
art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.”

Quarto quesito (Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale):

Legittimo impedimento

Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”?

Un viaggio chiamato luogo comune

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Corriera Cotral; linea mare.
Il mezzo, dopo una partenza spedita comincia ad incontrare i primi problemi.
Vecchietto: Ma che non l’ha visto il tipo in attesa?
Autista: Non era alla fermata cotral.
Vecchietta: Lei é un incivile.
Autista: non offenda, faccio solo il mio lavoro; c’é un regolamento.
Vecchietta: Lei é un autista deve fermarsi.
Autista: Rintronata (in realtà silenzio stoico).

Da par mio sopporto la scena con le cuffie ben dentro le orecchie.

Circa 10 minuti dopo il mezzo si spegne.
L’autista smanetta qua e la poi dichiara: S’é rotto (ci credo!).
Scende, piazza il triangolo e telefona al deposito per chiedere una vettura sostitutiva.
Vecchietto: l’ha fatto apposta
Sbotto: certo anche secondo me l’autista si diverte a rimanere fermo nel traffico, sotto il sole, con 30 passeggeri incazzati e potenzialmente pericolosi.
Il vecchietto ascolta (?) e poi esterna: l’ha fatto apposta.
Mi allontano per non saltargli alla giugulare; sono le 10 e 15 e ho fame!
L’attesa é un fiorire di ovvietà.
E sempre così, i mezzi sono vecchi.
Manco fossimo nel terzo mondo.
Non c’é l’aria condizionata.
Gli autisti sono dei cafoni.
E’ colpa degli extra comunitari.
Mio cugino una volta é rimasto nel traffico per tre giorni.
E via discorrendo.
Le vene mi pulsano ma opto per un silenzio teso.
Di lì a poco passa un’altro mezzo che, magnanimo, ci carica.
L’imprevisto é però dietro l’angolo, sotto forma di coda a passo d’uomo.
Tutto ciò é terreno fertile per le frecciatine e le lamentele spicciole.
L’autista é donna chissà quanto ci rimaniamo nel traffico.
Solo in Italia ste cose.
Sono stata in Finlandia e lì ci sono prati verdi e cassonetti ad ogni angolo; mettono addirittura i porta cicche…
BASTA CAZZO!
SIGNORA I CESTINI CI SONO PURE QUA COI PORTA CICCHE, COME DICE LEI, SOLO CHE SIAMO MALEDUCATI, INCIVILI E ZOZZI.
Come?
MI HA CAPITO BENE. CI SONO DELLE PENE PECUNIARIE PER CHI SPORCA MA CHi DOVREBBE FARLE RISPETTARE, CIOE’ OGNI ALTRO CITTADINO PER BENE, TIENE LA BOCCA CUCITA.
ma, ma
MA UN CAZZO! L’UNICA GRANDE MACCHIA ITALIANA E’ L’OMERTA’ NAZIONALE.
Sinceramente mi aspettavo l’applauso alla Fantozzi ma ero troppo arrabbiato e ho preferito farmela a piedi lasciando quattro imbecilli a parlare a vanvera.

Consigli pratici per salvare il mondo

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A Roma, tempo fa, girava un utile vademecum (che non é la traduzione dal milanese “vadavialcù”) sul come cambiare, con semplici gesti quotidiani, la nostra vita rendendola più eco responsabile.

Lo presento qui in forma estesa e con qualche aggiunta simil spiritosa.

Un cicinin ciascuno non fa male a nessuno; e si campa cent’anni!

Alimentazione:

  1. acqua minerale / acqua di rubinetto (non é affatto male!)
  2. latte industriale / latte alla spina, crudo (in alternativa latte proveniente da luoghi vicini)
  3. negozi e supermercati / vendita diretta (consigliato a piccoli gruppi di famiglie, ché ti riempiono di roba che difficilmente consuma una famiglia sola)

Rifiuti:

  1. detersivi convenzionali / detersivi alla spina (difficili da trovare)
  2. pannolini usa e getta / pannolini lavabili
  3. buste di plastica / borse in cotone riutilizzabile (ce ne sono di bellissime, e poi mi sono stufato di fare pubblicità gratuita ai supermercati)

Elettronici:

  1. apparecchi in stand by / apparecchi spenti se non in uso (con tanto di applauso)
  2. lavaggi ad alte temperature / lavaggi a basse temperature
  3. frigoriferi di almeno 10 anni fa / nuovo frigorifero classe A
  4. lampadine convenzionali / lampadine a basso consumo

Mobilità:

  1. automobile di proprietà / servizio “car sharing”
  2. in automobile per 5-10 km / in bicicletta per 5-10 km (vabbé quando piove possiamo soprassedere)

Immagine bonus:

ortaggi

calendario stagionale per frutta e ortaggi, per sapere sempre quando comprare roba fresca e procurare meno danno al nostro pianeta.

Voto SI, voto NO!

Discussione in canonica

Sono queste considerazioni da tavolata famigliare, in tempi non sospetti, in cui la campagna elettorale era ben lontana dal profilarsi.

Uno di quei pranzi in cui, dopo una levata di calici, si intavola un bel discorso con argute domande e furbesche risposte.

“…e al fine di esercitate i miei diritti, ho testé deciso di non votare mai più”

“cosi eserciti solo la voglia di non contare nulla!”

“dimentichi che la rappresentanza proposta non si confà alle mie aspettative?”

“su codesto tema ti sfido a trovar qualcuno che sia di gradimento, anche non della classe politica operante!”

“difatti non ve né nessuno e questo m’impone di tenere il voto in un cassetto”

“e i morti?”

“non c’é motivo d’essere volgari!”

“no! intendevo le persone che han pagato con la vita il nostro voto,

da quella monarchia versus repubblica che ci ha liberato”

“s’é di ideale che mi parli son d’accordo con te ma non é di questo che si bilancia il voto, bensì di truffaldine manovre che spianano il campo a loschi figuri…”

“…é per arginare questo malaffare che siamo chiamati alle urne. Possibile che l’amor patrio non ti spinga ad abbracciare l’idea (che di sola idea si tratta, ahimé!) di un antagonista, o meglio, di un ruba poltrone?”

“non convinci il mio riserbo. Non voto e ne sono consapevole. Più di tutte le tue belle parole vale il pragmatismo: non col voto si risolve la querelle…”

“…e come si risolve di grazia!”

il tono leggermente adirato e marcatamente sarcastico

“non é affar mio, non mi riguarda e nulla me ne viene in tasca”

“bene. Se dal principio avessi avuto cuore di pronunciare queste parole ci saremmo evitati pensieri vani”

“che intendi?”

“la volontà di non aprire la propria mente vince sull’impegno civile. Siamo chiamati a reagire in modo democratico e ci rifiutiamo di agire, per la comunità, con il voto, cioè l’apporto personale. Meritiamo dunque quel che ci propongono.”

Detto questo si dovette parlar d’altro tanto gli animi si erano fatti pesti.

Il popolo ha parlato e ha detto…

italia uno

1 italia ha scelto di continuare a farci del male; la maggioranza.

1 altra italia ha sperato di far valere un male minore – non é che ci sia stato proposto un sostanziale miglioramento e d’altro canto sarebbe stata scontata una vittoria abissale in tal caso (e qui comunque mi riservo dei dubbi in merito) – la minoranza.

Prevale italia 1; e continuiamo così, continuiamo a farci del male!

Le parole di Elsa M.

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Elsa Morante. Parla di Mussolini ma e’ facile pensare a ben altro.

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