Napoleone

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Mi chiamo Napoleone. [wuof]

E’ meglio dire che “mi chiamano Napoleone”.

Che ironia!

Io sono grande e grosso e il mio omonimo non era affatto così – o almeno mi pare.[wouf]

Ho dato e ricevuto tanto.

Le mie zampe sono logorate e comincio ad avere qualche acciacco per via dell’età.

[wuof]

Il dottore mi ha vietato di mangiare fuori pasto (soprattutto i dolci).

Ha detto: “Napoleone! Se vuoi stare bene mangia croccantini e, di tanto in tanto, carne umida”.

Ho annuito, come sempre. [wuof]

Lo ascolto sempre il dottore ma ogni qualvolta vedo un ragazzo con un gelato in mano mi avvicino speranzoso.

Sto lì seduto a fissare e, se mi dice bene, ricevo, in cambio della mia pazienza, il cornetto finale con una punta di gelato e il cuore di cioccolato.[wuof]

Passo le mie giornate alla stazione Stella Polare di Ostia – casomai voleste venire a trovarmi.

Ho una comoda cuccia fatta di coperte, la mia bella scodella tristemente piena di croccantini e acqua fresca che bevo a garganella dalla fontana, subito fuori della stazione. [wuof]

Ricevo gli amici tutte le volte che passano di lì.

Ormai ho perso il conto degli anni passati alla stazione.

Ho perso il conto anche dei treni che passano di qui.[wuof]

Conosco a memoria tutti gli orari ma non ne ho mai preso uno.

Forse non posso prendere il treno.

Penso e ripenso alla mia vita da cane.

Mi chiamo Napoleone e la stazione Stella Polare, é la mia personalissima isola d’Elba.[wuof]

Cos’é, cos’é, quel alberello che, sta lì, io non so più perché…

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