Leggo.
Leggo tanto.
Leggo troppo, a seconda dei periodi.
Ogni tanto alzo la testa e lascio andare la penna per raccontare quello che un libro mi ha lasciato addosso.
Poi le metto tutte sulla Libreria Immaginaria.
Questa rubrica domenicale vuole essere un ponte per quel mondo incantato che é la letteratura e se attraverso le mie recensioni, scoprirete che un libro può piacervi, ben venga.
E se ancora, scoprirete nelle recensioni della libreria qualche pietra miliare per la vostra collezione, tanto meglio.
Dalla Libreria Immaginaria #6
Creatività in trasferta #2
Mi piace scrivere, e fin qui si era capito, ma mi piace molto di più spaziare, saltare “di palo in frasca”, diversificare e andarmi a cimentare con tanti aspetti e forme diverse dello scrivere.
Da qui nasce la necessità di uscire di tanto in tanto dal coffebreak, alzare il bavero del cappotto e affrontare il gelo delle strade.
Nuove esperienze, nuove avventure.
Poi però si torna sempre qui, nel locale che mi ha visto muovere i primi passi incerti in questo pazzo mondo di parole.
Questa rubrica del sabato vuole essere un rimando alle cose scritte in giro per la rete.
Buona lettura.
[facezie]
Quando una donna con la gonna incontra una donna con i pantaloni, la donna con i pantaloni perde una serie di benefit e la donna con la gonna ottiene un posto a sedere, possibilmente di fronte ad un uomo – anzi una platea di uomini – in un contesto di interrogatorio, preferibilmente senza mutande.
Foto-mania
Voglio rimanere bambino e guardare le foto come se fossero l’indice di un libro pieno di immagini vivide e spettacolari.
Voglio tornare piccolo, affondare la testa in una scatola ricolma di foto e sparpagliarle tutte sul pavimento; giocare a costruire infinite storie scambiando i finali, le parti centrali, gli incipit.
Voglio maneggiare un frammento di una vita passata, di un paesaggio che è stato, così come impreso, una sola volta e soltanto quella.
Da una foto ci si aspetta molto più di quel che é.
Se ne cercano caratteristiche non propriamente sue – profondità, realismo, passione, storicità – quando la foto, altro non è che una carta speciale impressa dalla luce, che lascia i suoi contorni colorati a bloccare un istante.
Adesso, la sensazione che si trae dallo scorrere un album fotografico è ancora più straniante, quando al posto di piccoli rettangoli di luci e ombre abbiamo immagini nitide e luminose a tutto schermo sul nostro computer.
Le macchine fotografiche digitali hanno definitivamente strappato l’anima ai soggetti immortalati, togliendo troppo spesso quel briciolo di calore che le foto “vecchio stile” sapevano preservare.
Quello che si è perso è il tentennamento del dito sul tasto di scatto. Un minimo di attesa che garantiva la buona riuscita di una foto (“scatta ed è fatta!”).
Ora si punta al numero: su 50 scatti uno buono ne verrà fuori, no? (la risposta è sempre no).
Con la diffusione della fotografia di massa, mandrie di neo artisti si riversano nelle strade ad immortalare volti, vicoli, oggetti inanimati.
Rendono “moltitudine” il banale quotidiano senza tener conto che le vere fotografie riescono a dare un senso nuovo alla stortura del mondo.
La scatto di un volto imbronciato fatto da un professionista riesce a definire soluzioni infinite su una tavolozza di emozioni date da tecnica, esposizione, soggetto, (ecc. ecc.) laddove il principiante improvvisato ravvisa solo, beh, un volto imbronciato.
Da qui, alla cocente verità: non faccio foto perché non sono capace.
Non si tratta solo del sapere come fare una foto decente.
Si tratta di non trovare mai nelle mie foto qualcosa che restituisca la nitidezza del momento, la luce interiore del soggetto.
Può capitare di fare una foto particolarmente riuscita e farsene vanto.
Me n’è riuscita qualcuna che conservo gelosamente e ancora, quando le guardo, riesco davvero a rientrare nello stato spirituale del momento ormai andato.
Come un profumo capace di rievocare ricordi lontani.
Si tratta di frammenti fugaci dell’arte vera che i poveri fotografi della domenica colgono come un colpo di coda di una balena – più spruzzi che altro!
Fare foto è un’arte che in pochi hanno la costanza di coltivare.
In quanto arte è creatura effimera e sfuggente; ti coccola subito dopo averti percosso, e viceversa.
Le foto mi limito a guardarle, gustarne le sfumature e a non capirle di tanto in tanto.
Come ho detto, voglio essere un bambino in questo campo; privo di conoscenze e pronto allo stupore.
Dalla Libreria Immaginaria #5
Leggo.
Leggo tanto.
Leggo troppo, a seconda dei periodi.
Ogni tanto alzo la testa e lascio andare la penna per raccontare quello che un libro mi ha lasciato addosso.
Poi le metto tutte sulla Libreria Immaginaria.
Questa rubrica domenicale vuole essere un ponte per quel mondo incantato che é la letteratura e se attraverso le mie recensioni, scoprirete che un libro può piacervi, ben venga.
E se ancora, scoprirete nelle recensioni della libreria qualche pietra miliare per la vostra collezione, tanto meglio.
Reduce – Giovanni Lindo Ferretti
Dracula di Bran Stoker vs Nosferatu di Friedrich Wilhelm Morneau
Creatività in trasferta #1
Mi piace scrivere, e fin qui si era capito, ma mi piace molto di più spaziare, saltare “di palo in frasca”, diversificare e andarmi a cimentare con tanti aspetti e forme diverse dello scrivere.
Da qui nasce la necessità di uscire di tanto in tanto dal coffebreak, alzare il bavero del cappotto e affrontare il gelo delle strade.
Nuove esperienze, nuove avventure.
Poi però si torna sempre qui, nel locale che mi ha visto muovere i primi passi incerti in questo pazzo mondo di parole.
Questa rubrica del sabato vuole essere un rimando alle cose scritte in giro per la rete.
Buona lettura.
Dalla Libreria Immaginaria #4
Leggo.
Leggo tanto.
Leggo troppo, a seconda dei periodi.
Ogni tanto alzo la testa e lascio andare la penna per raccontare quello che un libro mi ha lasciato addosso.
Poi le metto tutte sulla Libreria Immaginaria.
Questa rubrica domenicale vuole essere un ponte per quel mondo incantato che é la letteratura e se attraverso le mie recensioni, scoprirete che un libro può piacervi, ben venga.
E se ancora, scoprirete nelle recensioni della libreria qualche pietra miliare per la vostra collezione, tanto meglio.
Ogni mattina, tutta la vita
3 anni, 5 mesi, 15 giorni, 7 ore e 9 minuti.
Questo é il conto dall’inizio della nostra convivenza.
Ho un conto del genere per ogni aspetto della nostra vita insieme.
Sono 1260 colazioni, pranzi e altrettante cene ma quel che realmente mi affascinano sono le colazioni.
5:55
La preparazione del caffé avviene ad occhi semi chiusi; gesti automatici consolidati nella routine del risveglio.
La moka gorgoglia quasi villanamente.
L’aroma che si spande per casa; ti porta una carezza ancor prima di me.
Le tazze spaiate, sbilenche, su piattini bianchi e sbeccati. Traballo verso la camera da letto. Le tazzine in equilibrio approssimativo.
Una piccola incertezza nel passo e una goccia fuoriesce dalla tazza, volteggia nell’aria e va a depositarsi sulla libreria.
Ho contribuito ancora una volta alla proliferazione del nero nettare sulla mobilia di casa.
Poso piattini e tazze sul comodino e mi rituffo sotto le coperte, con te.
Il gioco di ruolo nuoce gravemente ai neuroni – parte quinta

E’ quando pensate di essere ormai salvi dall’idiozia che questa spunta fuori dall’angolino per spruzzarvi spray al peperoncino sulle palle degli occhi. Anonimo
NUOVO GRUPPO, NUOVE FOLLIE
Landok Fheras (guerriero): ossessionato dalla sua spada bastarda – passa ad affilarla giorni e giorni fino ad avere una sottile lamina di metallo tra le mani – é il difensore del gruppo. Lui, sempre in prima linea ad affrontare nemici inferociti, frecce casuali, insulti, il tutto per qualche sporadica moneta come ricompensa.
Accompagnato da una proverbiale sfortuna con i dadi, ovviamente, e da un terrore atavico per l’acqua. Cerca il suo amore perduto…talmente perduto che dimentica di averne uno.
Nibel Galla (ranger): il suo obbiettivo segreto é diventare il prototipo del ranger perfetto. Ago della bilancia che trattiene il master dall’uccidere PG e relativi giocatori. L’unico a mantenere una parvenza di lucidità di fronte alle insidie della campagnia.L’unico ad avere una cane da galoppo pavido quanto scooby doo.
Tonfo (ladro): il non umano del gruppo. Ha un nome così lungo, ma così lungo, da necessitare di un giorno intero per dirlo tutto. Nessuno é in grado di valutare la sua altezza – che é variabile causa una triste maledizione, si accorcia ogni qual volta lo si chiama “nano”- né é possibile indovinare cosa tirerà fuori dalle sue sacche da inventore.
Nicodemo II (chierico): ha preso troppo sul serio il suo allineamento (neutrale malvagio). Millanta poteri di guarigione ma non é mai stato visto curare un compagno ferito quanto invece é stato colto a torturare nemici già arresi o sfidare mastodontici minotauri con sfottò da osteria.
Ha la capacità innata di ficcarsi in situazioni potenzialmente mortali
Master navigato
Master: come si chiama il tuo chierico?
Personaggio: Nicodemo II
Master: e di cognome?
Personaggio: (con faccia furbesca) secondo…
Master: secondo…rispetto a chi!
L’importante é scegliere
Radunatisi in maniera del tutta casuale, i quattro si ritrovano al cospetto del mago supremo di Wyreth che gli affida la missione.
Giustarius(Master): andrete fino al confine del mondo, scortando questa ragazza, per decretare la salvezza del mondo o la sua dannazione eterna.
Nicodemo II(chierico): si ma, quanto ci paghi?
Tonfo(ladro): io non c’ho voglia!
Landok Feras(guerriero): non posso, c’é da navigare e io ho paura dell’acqua.
Al sentire le loro rimostranze il suddetto mago supremo pensa bene di costringerli con un incantesimo. Lascio immaginare le ire dei pg.
I nostri iniziano il lungo viaggio verso la città portuale più vicina.
Giunti ad una ridente cittadina elfica scoprono che una banda di hobgoblin ha fatto razzia completa, lasciando 200 corpi martoriati come segno di gradimento.
L’unico sopravvissuto si rivolge agli eroi.
Elfo: vi prego, aiutatemi a vendicare i miei fratelli.
Nicodemo II(chierico): mi dispiace, noi lavoriamo solo sotto costrizione.
Conoscenze arcane del guerriero
I nostri prodi avventurieri, dopo aspra battaglia, trovano una pergamena sul trono del boss cattivissimo che si è dato alla fuga.
Impavidi come al solito mandano Kalkus, il png minotauro, a leggere quella che potrebbe essere una trappola (sai com’è! dopo che ogni scrigno incontrato aveva minimo 6 trappole mortali, il dubbio ti viene)
Infatti, scatta la magia e il minotauro ha un eccesso di risa.
Landok Feras (guerriero): è sicuramente l’incantesimo “risata incontenibile di Tesla”
Nicodemo II(chierico): infatti è “scosso” dalle risate.
Carriera
Nicodemo II mette un braccio sulle spalle del chierico-guida Ghuntar, di almeno 25 anni in più, appartenente alla famiglia degli UTH MATAR noti eroi di Solamnia, e con fare paterno gli fa:
Ma non ti sei stancato di essere un PNG? E’ ora di crescere.
Fuoco dell’alchimista
Tonfo (ladro): fammi capire, la boccetta ha dentro un liquido infiammabile, ma l’alchimista dove sta?
Master: ?
Tonfo: come do fuoco all’alchimista se non c’é!
Un guerriero sotto stress
Prima di partire per il lungo viaggio, Landok Feras controlla il suo equipaggiamento:
Lo zaino ce l’ho, la spada bastarda é a posto, lo scudo lo metto nella fodera…
Un guerriero sotto stress #2
Landok Feras, preso da un moto di ilarità spicciola mentre si versa il caffé caldo:
ah ah, hai il termos ma non hai l’ambos!
Scontro epico
In un momento morto, leggasi ritardo spaventoso del chierico, Tonfo(ladro) e Nibel Galla(ranger) si affrontano per testare chi é il più forte.
Dopo aspro scontro Nibel Galla si trova a sopraffare Tonfo minacciandolo con la sua spada ma un sfortunato tiro di dado gli fa conficcare la spada al suolo offrendo una possibilità al piccolo gnomo.
Tonfo: e quella sarebbe una spada? Questa é una spada…
detto ciò fa per estrarre il suo spadino irrisorio, compie un ampio gesto con il braccio e
…roll…roll …1
lo spadino vola dalla sua mano e va a conficcarsi in una siepe a 10 metri di distanza.
Lo scontro é stato chiuso con un poco dignitoso pari.
Prode guerriero
Il gruppo si aggira ormai stremato in una fitta boscaglia.
Con il calare delle tenebre i nostri vedono ombre minacciose stringersi intorno a loro.
Nicodemo (chierico): impugno il martello e sfido le bestie.
Tonfo (gnomo ladro): mi nascondo nelle ombre per colpirli alle spalle.
Nibel Galla (ranger): tendo l’arco e preparo un colpo mirato.
Landok Feras (guerriero): scappo in carica!
Accoglienza materna
Il gruppo giunge dopo mille peripezie presso la casa paterna di Landok Feras (guerriero).
La venuta degli eroi é stata annunciata da una missiva da parte di un regno confinante in cui si accusavano i favori fatti al rampolo per salvarlo dall’indigenza.
Landok Feras, biecamente consigliato dai suoi compagni, ha promesso aiuti armati alla città vicina, in cambio di banale equipaggiamento, indebitando così la sua famiglia.
Master: entrando nella sala, noti subito la figura altezzosa di tua madre che ti guarda e sembra pensare…
Landok Feras: … “ben tornato figlio mio”…
Master: …ehm, più che altro “perché sei tornato figlio mio” e altre cose poco edificanti
Acquisti astuti
In un momento di tranquillità cittadina, i nostri decidono di sparpagliarsi per gli acquisti.
Dall’armaiolo –
Landok Feras: vede, ho queste due spade. Mi servirebbe una fodera che mi permetta di incrociarle sulla schiena, una roba unita, sulla schiena, mi segue, che faccia questa specie di X, così le posso estrarre comodamente
Dm: l’armaiolo ti guarda interdetto
Landok Feras: lo so che é una cosa difficile, esotica, cioé, magari ti faccio un disegno così mi spiego meglio…
Dm: l’armaiolo fruga sotto il bancone e… ti da due fodere.
Tentativi di redenzione
Il fratello di Landok Feras, Percy (potentissimo e buonissimo mago dalla veste bianca), fa la ramanzia al gruppo, criticando in particolare l’atteggiamento terroristico di Nicodemo (chierico).
Questi nel tentativo di rapire un importante furfante per poterlo interrogare ha, nell’ordine:
1) castato cecità permanente sulla guardia del corpo del furfante
2 )malmenato fino allo svenimento il furfante
3) castato infliggi ferite critiche alla guardia del corpo inerme causandogli danni devastanti
4) ingaggiato un combattimento con 7 guardie
5) dato fuoco al locale con l’ultimo alito di vita
Percy(Master): vi dico che Nicodemo é pericoloso, malvagio. Non merita le mie cure.
Landok Feras (guerriero): ma no, ti sbagli. E’ stato costretto.
Percy(Master): l’ho visto coi miei occhi distruggere un uomo inerme che lui stesso aveva reso cieco poco prima.
Tonfo (gnomo/ladro): e se lo curasse dalla cecità? lo perdoneresti?
Percy(Master): …ma é morto!…
Conversione improbabile
Nicodemo (chierico) cerca di convertire Landok Feras (guerriero) al culto di Reorx.
Per cercare un punto di contato utilizza un ciò che li accomuna; le armi.
Nicodemo: ecco Landok, saggia il martello simbolo del mio dio.
Landok Feras: bello…dove si affila?
Difesa totale
Il gruppo è penetrato in un enorme magazzino nei sobborghi della città per investigare sui loschi traffici di una banda di ladri.
Con la grazia che li contraddistingue, passano ore a vagare nella semi oscurità, inciampando ogni piè sospinto e imprecandole divinità tutte.
Il silenzio non è contemplato.
Stanchi del baccano, i su citati ladri tendono un’imboscata (approfittando della loro provvidenziale capacità di vedere al buio).
Bersagliati da una selva di frecce e ancora sotto schok per la sorpresa di essersi fatti scoprire –
[Tonfo(ladro gnomo):come è possibile? Siamo stati attentissimi.
Landok Feras (guerriero): ah, non guardare me. Non è stata certo mia l’idea di provare l’eco appena entrati…
Nicodemo (chierico) beh è una vera delusione che non ci sia.]
- insomma, presi alla sprovvista il gruppo si trova nella seguente situazione:
Nibel Galla(ranger), nascosto tra le casse insieme al PNG mago, Percy il fratello di Landok. Tentano di escogitare un piano di fuga.
Nicodemo(chierico), ricoperto da una spessa coperta ancorata a dei pesi (l’unica fonte di luce, puff!).
Tonfo (ladro, gnomo), nascosto sotto una scala. Già abbondantemente ferito da frecce assassine e asce rotanti.
Landok Feras (guerriero), fermo sulla scala, come un coniglio abbagliato dai fanali di una macchina.
Sono orami due round che viene crivellato dalle frecce.
Master: ehm, Landok, ti consiglio di fare qualcosa altrimenti rischi di fare la figura del porta spilli.
Landok: ok, mi metto in posizione di “Difesa Totale”
Master: Bravo! Dunque…”Difesa Totale”…la tua armatura sale…
Nicodemo: …e rimani nudo?
Nicodemo, il chierico che sputava in cielo.
Nicodemo II Startax. Vogliamo ricordarlo così, con il suo nome intero, quando per tutti era semplicemente “il chierico pazzo”.
Vogliamo ricordarlo per i suoi gesti di efferata crudeltà e da una fede in Reorx millantata e mai professata.
Emblematico il fatto che, ogni qual volta si è trovato ad invocare il “Favore Divino” è stato ad un passo dalla morte.
Negli occhi dei suoi compagni, ormai arresi e ammanettati, rimarrà l’immagine di un Nicodemo furioso, che si scaglia a mani nude contro un mezz’orco armato di spadone.
I prodi pugni del chierico (mai supera cifra 11 con il d20) contro il mezz’orco più votato al massacro della storia di d&d (ma tirato medo di 17 con il d20).
La testa di Nicodemo sta ancora rotolando lungo i pavimenti del magazzino, con l’ultima preghiera a Reorx a fior di labbra:
“Perché mi hai abbandonato? Perché non hai risposto alla mia invocazione?”
Reorx: scusate ero un attimo in bagno. Successo niente?
Indovina chi
Nicodemo (chierico) è deceduto e il giocatore, in fretta e furia, si produce in una nuova scheda. La partita prosegue.
Master: Tonfo, Nibel, Landok, venite denudati e sbattuti in una fredda cella.
Mentre abituate la vista alla fievole luce, vi rendete conto di non essere soli.
Landok: ehi tu? Come ti chiami?
ex Nicodemo: ehm, aspetta, ancora non ho scelto il nome.
Tonfo: descrivi come sei almeno
ex Nicodemo: ehm, dunque, sono alto 190 cm, capelli brizzolati…ah no! Scusate, quella è la descrizione di prima. Sono alto 180 cm, mingherlino, capelli lunghi…
Nibel: sei un elfo?
ex Nicodemo: si, cioè, no, sono umano.
Landok: ok, sei un muta forma!
Tonfo: ma stiamo giocando a ”Indovina chi”?




















